ISO 1940-1: Requisiti di qualità dell'equilibrio per rotori rigidi • Bilanciatore portatile, analizzatore di vibrazioni "Balanset" per il bilanciamento dinamico di frantoi, ventilatori, pacciamatrici, coclee su mietitrebbie, alberi, centrifughe, turbine e molti altri rotori ISO 1940-1: Requisiti di qualità dell'equilibrio per rotori rigidi • Bilanciatore portatile, analizzatore di vibrazioni "Balanset" per il bilanciamento dinamico di frantoi, ventilatori, pacciamatrici, coclee su mietitrebbie, alberi, centrifughe, turbine e molti altri rotori






ISO 1940-1: Requisiti di qualità dell'equilibrio per rotori rigidi












Rapporto analitico: analisi approfondita della norma ISO 1940-1 “Requisiti di qualità dell'equilibratura dei rotori rigidi” e integrazione dei sistemi di misurazione Balanset-1A nella diagnostica delle vibrazioni

Introduzione

Nella pratica ingegneristica moderna e nella produzione industriale, il bilanciamento dinamico delle apparecchiature rotanti è un processo fondamentale che garantisce l'affidabilità, la durata e il funzionamento sicuro dei macchinari. Lo squilibrio delle masse rotanti è la causa più comune di vibrazioni dannose, che portano a un'usura accelerata dei cuscinetti, al cedimento per fatica delle fondamenta e degli involucri e a un aumento del rumore. Su scala globale, la standardizzazione dei requisiti di bilanciamento svolge un ruolo chiave nell'unificazione dei processi di produzione e dei criteri di accettazione delle apparecchiature.

Il documento centrale che regola questi requisiti da decenni è lo standard internazionale ISO 1940-1. Sebbene negli ultimi anni il settore stia gradualmente passando alla più recente serie ISO 21940, i principi, i modelli fisici e la metodologia incorporati nella norma ISO 1940-1 rimangono alla base della pratica ingegneristica nell'ambito del bilanciamento. Comprendere la logica interna di questa norma è essenziale non solo per i progettisti di rotori, ma anche per gli specialisti della manutenzione che utilizzano moderni strumenti di bilanciamento portatili come Balanset-1A.

Il presente rapporto mira a fornire un'analisi esaustiva e dettagliata di ciascun capitolo della norma ISO 1940-1, a svelare il significato fisico delle sue formule e tolleranze e a mostrare come i moderni sistemi hardware-software (utilizzando Balanset-1A come esempio) automatizzino l'applicazione dei requisiti della norma, riducendo l'errore umano e migliorando l'accuratezza delle procedure di bilanciamento.

Capitolo 1. Ambito di applicazione e concetti fondamentali

Il primo capitolo della norma definisce il suo ambito di applicazione e introduce una distinzione fondamentale tra i diversi tipi di rotori. La norma ISO 1940-1 si applica solo ai rotori in uno stato costante (rigido). Questa definizione è il fondamento dell'intera metodologia, poiché il comportamento dei rotori rigidi e flessibili è fondamentalmente diverso.

Fenomenologia del rotore rigido

Un rotore è classificato come rigido se le sue deformazioni elastiche sotto l'azione delle forze centrifughe nell'intero intervallo di velocità operative sono trascurabili rispetto alle tolleranze di squilibrio specificate. In termini pratici ciò significa che la distribuzione della massa del rotore non cambia in modo significativo al variare della velocità da zero alla velocità operativa massima.

Una conseguenza importante di questa definizione è l'invarianza del bilanciamento: un rotore bilanciato a bassa velocità (ad esempio, su una macchina equilibratrice in officina) rimane bilanciato alla sua velocità operativa durante il funzionamento. Ciò consente di eseguire il bilanciamento a velocità notevolmente inferiori rispetto alla velocità operativa, semplificando e riducendo il costo del processo.

Se un rotore funziona nella regione supercritica (a velocità superiori alla prima velocità critica di flessione) o in prossimità della risonanza, è soggetto a deflessioni significative. In questo caso la distribuzione effettiva della massa dipende dalla velocità e il bilanciamento eseguito a una determinata velocità può essere inefficace o addirittura dannoso a un'altra velocità. Tali rotori sono definiti flessibili e i requisiti che li riguardano sono stabiliti in un'altra norma, la ISO 11342. La norma ISO 1940-1 esclude deliberatamente i rotori flessibili e si concentra solo su quelli rigidi.

Esclusioni e limitazioni

Lo standard specifica chiaramente anche ciò che non rientra nel suo ambito di applicazione:

  • Rotori con geometria variabile (ad esempio, alberi articolati, pale di elicotteri).
  • Fenomeni di risonanza nel sistema rotore-supporto-fondazione, se non influiscono sulla classificazione del rotore come rigido.
  • Forze aerodinamiche e idrodinamiche che possono causare vibrazioni non direttamente correlate alla distribuzione della massa.

Pertanto, la norma ISO 1940-1 si concentra sulle forze inerziali causate dalla discrepanza tra l'asse di massa e l'asse di rotazione.

Capitolo 2. Riferimenti normativi

Per garantire un'interpretazione univoca dei propri requisiti, la norma ISO 1940-1 fa riferimento a una serie di norme correlate. La più importante è la norma ISO 1925 “Vibrazioni meccaniche - Equilibratura - Vocabolario”. Questo documento svolge il ruolo di un dizionario che fissa la semantica del linguaggio tecnico. Senza una comprensione comune di termini quali “asse di inerzia principale” o “squilibrio di coppia”, è impossibile una comunicazione efficace tra l'acquirente di un'apparecchiatura e il fornitore di servizi di equilibratura.

Un altro riferimento importante è la norma ISO 21940-2 (precedentemente ISO 1940-2), che tratta gli errori di bilanciamento. Essa analizza gli errori metodologici e strumentali che si verificano durante la misurazione dello squilibrio e mostra come tenerne conto nella verifica del rispetto delle tolleranze.

Capitolo 3. Termini e definizioni

La comprensione della terminologia è una condizione necessaria per un'analisi approfondita dello standard. Questo capitolo fornisce definizioni fisiche rigorose su cui si basa la logica di calcolo successiva.

3.1 Bilanciamento

Il bilanciamento è il processo di miglioramento della distribuzione della massa di un rotore in modo che ruoti nei suoi cuscinetti senza generare forze centrifughe sbilanciate che superano i limiti consentiti. Si tratta di una procedura iterativa che comprende la misurazione dello stato iniziale, il calcolo delle azioni correttive e la verifica del risultato.

3.2 Squilibrio

Lo squilibrio è lo stato fisico di un rotore in cui il suo asse di inerzia centrale principale non coincide con l'asse di rotazione. Ciò porta a forze e momenti centrifughi che causano vibrazioni nei supporti. In forma vettoriale, lo squilibrio U è definito come il prodotto della massa squilibrata m e della sua distanza radiale r dall'asse di rotazione (l'eccentricità):

U = m · r

L'unità SI è chilogrammo-metro (kg·m), ma nella pratica di bilanciamento un'unità più comoda è grammo-millimetro (g·mm).

3.3 Squilibrio specifico

Lo squilibrio specifico è un concetto di fondamentale importanza per confrontare la qualità dell'equilibrio di rotori con masse diverse. È definito come il rapporto tra il vettore di squilibrio principale U e la massa totale del rotore M:

e = U / M

Questa quantità ha la dimensione della lunghezza (solitamente espressa in micrometri, µm, o g·mm/kg) e rappresenta fisicamente l'eccentricità del centro di massa del rotore rispetto all'asse di rotazione. Lo squilibrio specifico è la base per classificare i rotori in gradi di qualità di bilanciamento.

3.4 Tipi di squilibrio

La norma distingue diversi tipi di squilibrio, ciascuno dei quali richiede una propria strategia di correzione:

  • Squilibrio statico. L'asse di inerzia principale è parallelo all'asse di rotazione ma spostato rispetto ad esso. Può essere corretto con un singolo peso su un unico piano (attraverso il centro di massa). Tipico dei rotori stretti, simili a dischi.
  • Squilibrio di coppia. L'asse di inerzia principale passa attraverso il centro di massa ma è inclinato rispetto all'asse di rotazione. Il vettore di squilibrio risultante è pari a zero, ma una coppia (una coppia di forze) tende a “inclinare” il rotore. Può essere eliminato solo da due pesi su piani diversi che creano una coppia di compensazione.
  • Squilibrio dinamico. Il caso più comune, che rappresenta una combinazione di squilibrio statico e di coppia. L'asse di inerzia principale non è né parallelo né intersecante rispetto all'asse di rotazione. La correzione richiede il bilanciamento su almeno due piani.

Capitolo 4. Aspetti rilevanti del bilanciamento

Questo capitolo approfondisce la rappresentazione geometrica e vettoriale dello squilibrio e stabilisce le regole per la selezione dei piani di misurazione e correzione.

4.1 Rappresentazione vettoriale

Qualsiasi squilibrio di un rotore rigido può essere matematicamente ridotto a due vettori situati in due piani scelti arbitrariamente perpendicolari all'asse di rotazione. Questa è la giustificazione teorica del bilanciamento su due piani. Lo strumento Balanset-1A utilizza esattamente questo approccio, risolvendo un sistema di equazioni vettoriali per calcolare i pesi di correzione nei piani 1 e 2.

4.2 Piani di riferimento e piani di correzione

La norma opera un'importante distinzione tra i piani in cui sono specificate le tolleranze e quelli in cui viene eseguita la correzione.

Piani di tolleranza. Si tratta solitamente dei piani di supporto (A e B). Qui le vibrazioni e i carichi dinamici sono i fattori più critici per l'affidabilità della macchina. Squilibrio ammissibile Uper è normalmente specificato in relazione a questi piani.

Piani di correzione. Si tratta dei punti fisicamente accessibili sul rotore in cui è possibile aggiungere o rimuovere materiale (tramite foratura, fissaggio di pesi, ecc.). Potrebbero non coincidere con i piani dei cuscinetti.

Il compito dell'ingegnere (o del software di bilanciamento) è quello di convertire lo squilibrio ammissibile dai piani dei cuscinetti in tolleranze equivalenti nei piani di correzione, tenendo conto della geometria del rotore. Gli errori in questa fase possono portare a un rotore formalmente bilanciato nei piani di correzione, ma che produce carichi inaccettabili sui cuscinetti.

4.3 Rotori che richiedono uno o due piani di correzione

La norma fornisce raccomandazioni sul numero di piani necessari per il bilanciamento:

  • Un aereo. Sufficiente per rotori corti la cui lunghezza è molto inferiore al diametro (L/D < 0,5) e con eccentricità assiale trascurabile. In questo caso lo squilibrio del coppia può essere trascurato. Esempi: pulegge, ingranaggi stretti, ventole.
  • Due aerei. Necessario per rotori allungati in cui lo squilibrio della coppia può essere significativo. Esempi: armature di motori, rulli di macchine per la produzione di carta, alberi cardanici.

Capitolo 5. Considerazioni sulla somiglianza

Il capitolo 5 spiega la logica fisica alla base dei gradi di qualità dell'equilibrio G. Perché sono necessari limiti di squilibrio diversi per una turbina rispetto a una ruota di automobile? La risposta sta nell'analisi delle sollecitazioni e dei carichi.

Legge della similarità di massa

Per rotori geometricamente simili che funzionano in condizioni simili, lo squilibrio residuo ammissibile Uper è direttamente proporzionale alla massa del rotore M:

Tuper ∝ M

Ciò significa che lo squilibrio specifico eper = Uper / M dovrebbe essere lo stesso per tali rotori. Ciò consente di applicare requisiti uniformi a macchine di dimensioni diverse.

Legge della similarità della velocità

La forza centrifuga F generata dallo squilibrio è definita come:

F = M · e · Ω²

dove Ω è la velocità angolare.

Per ottenere la stessa durata dei cuscinetti e livelli di sollecitazione meccanica simili nei rotori che funzionano a velocità diverse, le forze centrifughe devono rimanere entro i limiti consentiti. Se vogliamo che il carico specifico sia costante, quando Ω aumenta l'eccentricità consentita eper deve diminuire.

Studi teorici ed empirici hanno portato alla seguente relazione:

eper · Ω = costante

Il prodotto dello squilibrio specifico e della velocità angolare ha la dimensione della velocità lineare (mm/s). Caratterizza la velocità lineare del centro di massa del rotore attorno all'asse di rotazione. Questo valore è diventato la base per la definizione dei gradi di qualità dell'equilibratura G.

Capitolo 6. Specifiche delle tolleranze di equilibrio

Questo è il capitolo più importante dal punto di vista pratico, in quanto descrive i metodi per determinare quantitativamente le tolleranze di equilibrio. La norma suggerisce cinque metodi, ma quello prevalente si basa sul sistema di classificazione della qualità G.

6.1 G Gradi di qualità del saldo

La norma ISO 1940-1 introduce una scala logaritmica dei gradi di qualità dell'equilibratura, indicati dalla lettera G e da un numero. Il numero rappresenta la velocità massima consentita del centro di massa del rotore in mm/s. Il passo tra i gradi adiacenti è un fattore di 2,5.

La tabella seguente fornisce una panoramica dettagliata dei gradi G con i tipi di rotori tipici. Questa tabella è lo strumento principale per la selezione dei requisiti di bilanciamento nella pratica.

Tabella 1. Classi di qualità dell'equilibrio ISO 1940-1 (dettagliate)

Grado G eper · Ω (mm/s) Tipi di rotori tipici Commento dell'esperto
G 4000 4000 Alberi motore di motori diesel marini a bassa velocità su fondazioni rigide. Apparecchiature con requisiti molto approssimativi in cui le vibrazioni vengono assorbite da fondamenta massicce.
G 1600 1600 Alberi a gomiti di grandi motori a due tempi.
G 630 630 Alberi motore di grandi motori a quattro tempi; motori diesel marini su supporti elastici.
G 250 250 Alberi motore di motori diesel ad alta velocità.
G 100 100 Motori completi di automobili, camion, locomotive. Grado tipico per motori a combustione interna.
G 40 40 Ruote e cerchioni per auto, alberi cardanici. Le ruote sono bilanciate in modo relativamente approssimativo perché lo pneumatico stesso introduce variazioni significative.
G 16 16 Alberi cardanici (requisiti speciali); macchine agricole; componenti per frantoi. Macchine che operano in condizioni gravose ma che richiedono affidabilità.
G 6.3 6.3 Standard industriale generale: ventilatori, pompe, volani, motori elettrici ordinari, macchine utensili, rulli per macchine per la produzione di carta. Il grado più comune. Se non ci sono requisiti particolari, viene solitamente utilizzato il grado G 6.3.
G 2.5 2.5 Alta precisione: turbine a gas e a vapore, turbogeneratori, compressori, motori elettrici (>80 mm di altezza al centro, >950 giri/min). Necessario per macchine ad alta velocità per prevenire danni prematuri ai cuscinetti.
G 1 1 Apparecchiature di precisione: azionamenti per mandrini di rettifica, registratori a nastro, piccole armature ad alta velocità. Richiede macchine e condizioni particolarmente accurate (pulizia, basse vibrazioni esterne).
G 0.4 0.4 Apparecchiature di ultraprecisione: giroscopi, mandrini di precisione, unità disco ottiche. Vicino al limite del bilanciamento convenzionale; spesso richiede il bilanciamento nei cuscinetti della macchina stessa.

6.2 Metodo di calcolo di Uper

Lo squilibrio residuo ammissibile Uper (in g·mm) è calcolato dal grado G con la formula:

Tuper = (9549 · G · M) / n

dove:

  • G è il grado di qualità dell'equilibrio (mm/s), ad esempio 6,3,
  • M è la massa del rotore (kg),
  • n è la velocità massima di funzionamento (giri/min),
  • 9549 è un fattore di conversione delle unità (derivato da 1000 · 60 / 2π).

Esempio. Consideriamo un rotore di ventilatore con massa M = 200 kg funzionante a n = 1500 giri/min, con grado specificato G 6.3.

Tuper ≈ (9549 · 6,3 · 200) / 1500 ≈ 8021 g·mm

Questo è lo squilibrio residuo totale consentito per il rotore nel suo complesso. Deve quindi essere ripartito tra i piani.

6.3 Metodo grafico

La norma include un diagramma logaritmico (Figura 2 nella norma ISO 1940-1) che mette in relazione la velocità di rotazione con lo squilibrio specifico ammissibile per ciascun grado G. Utilizzandolo, un ingegnere può stimare rapidamente i requisiti senza effettuare calcoli, individuando l'intersezione tra la velocità del rotore e la linea del grado G desiderato.

Capitolo 7. Ripartizione dello squilibrio residuo ammissibile sui piani di correzione

L'Uper calcolato nel Capitolo 6 si applica al centro di massa del rotore. In pratica, tuttavia, il bilanciamento viene eseguito su due piani (in genere vicino ai cuscinetti). Il Capitolo 7 regola come suddividere questa tolleranza complessiva tra i piani di correzione: una fase di fondamentale importanza in cui gli errori sono comuni.

7.1 Rotori simmetrici

Nel caso più semplice di un rotore simmetrico (centro di massa esattamente a metà strada tra i cuscinetti e piani di correzione simmetrici rispetto ad esso), la tolleranza è suddivisa in modo uniforme:

Tuper,L = Uper / 2
Tuper,R = Uper / 2

7.2 Rotori asimmetrici (rotori tra cuscinetti)

Se il centro di massa è spostato verso un cuscinetto, la tolleranza viene ripartita in proporzione alle reazioni statiche sui cuscinetti (inversamente proporzionale alle distanze).

Sia L la distanza tra i piani di tolleranza (cuscinetti), a la distanza dal centro di massa al cuscinetto sinistro, b al cuscinetto destro.

Tuper, sinistra = Uper · (b / L)
Tuper, giusto = Uper · (a / L)

Pertanto, al cuscinetto che sopporta il carico statico maggiore viene assegnata una quota maggiore della tolleranza di squilibrio.

7.3 Rotori sporgenti e stretti

Questo è il caso più complesso considerato nella norma. Per i rotori con una massa sospesa significativa (ad esempio, una girante di pompa su un albero lungo) o quando i piani di correzione sono vicini tra loro (b < L/3), la semplice allocazione non è più adeguata.

Una massa sbilanciata su una porzione sporgente crea un momento flettente che carica sia i cuscinetti vicini che quelli lontani. La norma introduce fattori di correzione che rendono più rigide le tolleranze.

Per i rotori a sbalzo, le tolleranze devono essere ricalcolate attraverso reazioni dei cuscinetti equivalenti. Spesso ciò comporta uno squilibrio ammissibile significativamente inferiore nel piano a sbalzo rispetto a un rotore tra cuscinetti della stessa massa, al fine di evitare carichi eccessivi sui cuscinetti.

Tabella 2. Analisi comparativa dei metodi di allocazione della tolleranza

Tipo di rotore Metodo di allocazione Caratteristiche
Simmetrico 50% / 50% Semplice, ma raro nella sua forma pura.
Asimmetrico Proporzionale alle distanze Tiene conto dello spostamento del centro di massa. Metodo principale per alberi tra cuscinetti.
Sporgenza Riallocazione basata sul momento Richiede la risoluzione di equazioni statiche. Le tolleranze sono spesso ridotte in modo significativo per proteggere il cuscinetto distante.
Stretto (b ≪ L) Limiti statici e di coppia separati Si consiglia di specificare separatamente lo squilibrio statico e lo squilibrio di coppia, poiché i loro effetti sulle vibrazioni sono diversi.

Capitolo 8. Errori di bilanciamento

Questo capitolo passa dalla teoria alla pratica. Anche se il calcolo della tolleranza è perfetto, lo squilibrio residuo effettivo può superarlo a causa di errori nel processo. La norma ISO 1940-1 classifica questi errori come:

  • Errori sistematici: imprecisioni nella calibrazione delle macchine, dispositivi eccentrici (mandrini, flange), effetti della sede della chiavetta (vedere ISO 8821).
  • Errori casuali: rumore della strumentazione, gioco nei supporti, variazioni nella sede e nella posizione del rotore durante il rimontaggio.

Lo standard richiede che l'errore di misurazione totale non superi una certa frazione della tolleranza (in genere 10-15%). Se gli errori sono grandi, la tolleranza di lavoro utilizzata nel bilanciamento deve essere ridotta per garantire che lo squilibrio residuo effettivo, compreso l'errore, soddisfi comunque il limite specificato.

Capitoli 9 e 10. Assemblaggio e verifica

Il capitolo 9 avverte che il bilanciamento dei singoli componenti non garantisce il bilanciamento dell'assemblaggio. Errori di assemblaggio, eccentricità radiale e eccentricità dell'accoppiamento possono vanificare un accurato bilanciamento dei componenti. Si raccomanda il bilanciamento finale del rotore completamente assemblato.

Il capitolo 10 descrive le procedure di verifica. Per una conferma legalmente valida della qualità del bilanciamento non è sufficiente stampare un ticket della macchina bilanciatrice. È necessario effettuare un controllo che escluda errori della macchina, ad esempio un test dell'indice (ruotando il rotore rispetto ai supporti) o l'uso di pesi di prova. Lo strumento Balanset-1A può essere utilizzato per eseguire tali controlli sul campo, misurando la vibrazione residua e confrontandola con i limiti ISO calcolati.

Integrazione di Balanset-1A nell'ecosistema ISO 1940-1

Lo strumento portatile Balanset-1A (prodotto da Vibromera) è una soluzione moderna che consente l'implementazione sul campo dei requisiti della norma ISO 1940-1, spesso senza smontare l'apparecchiatura (bilanciamento in situ).

1. Automazione dei calcoli ISO 1940-1

Uno dei principali ostacoli all'applicazione dello standard è la complessità dei calcoli descritti nei capitoli 6 e 7. Gli ingegneri spesso tralasciano i calcoli rigorosi e si affidano all'intuizione. Balanset-1A risolve questo problema grazie al calcolatore di tolleranza ISO 1940 integrato.

Flusso di lavoro: l'utente inserisce la massa del rotore, la velocità operativa e seleziona un grado G da un elenco.

Risultato: il software calcola immediatamente Uper e, cosa più importante, lo distribuisce automaticamente tra i piani di correzione (Piano 1 e Piano 2), tenendo conto della geometria del rotore (raggi, distanze). Ciò elimina l'errore umano nella gestione di rotori asimmetrici e sporgenti.

2. Conformità ai requisiti metrologici

Secondo le sue specifiche, Balanset-1A offre una precisione di misurazione della velocità di vibrazione di ±5% e una precisione di fase di ±1°. Per i gradi da G16 a G2,5 (ventilatori, pompe, motori standard) ciò è più che sufficiente per garantire un bilanciamento affidabile.

Per il grado G1 (trasmissioni di precisione) lo strumento è ugualmente applicabile, ma richiede un'attenta preparazione (riduzione al minimo delle vibrazioni esterne, fissaggio dei supporti, ecc.).

Il tachimetro laser garantisce una sincronizzazione di fase precisa, fondamentale per separare i componenti sbilanciati nel bilanciamento su due piani, come descritto nel capitolo 4 della norma.

3. Procedura di bilanciamento e rendicontazione

L'algoritmo dello strumento (metodo del peso di prova / coefficiente di influenza) corrisponde pienamente alla fisica di un rotore rigido descritta nella norma ISO 1940-1.

Sequenza tipica: misurare la vibrazione iniziale → installare il peso di prova → misurare → calcolare la massa e l'angolo di correzione.

Verifica (Capitolo 10): Dopo aver installato i pesi di correzione, lo strumento esegue una misurazione di controllo. Il software confronta lo squilibrio residuo risultante con la tolleranza ISO. Se la condizione Ures ≤ Uper è soddisfatto, lo schermo mostra una conferma.

Segnalazione: La funzione “Reports” (Rapporti) di F6 genera un rapporto dettagliato che include i dati iniziali, i vettori di squilibrio, i pesi di correzione e una conclusione sul grado G raggiunto (ad esempio, “Grado di qualità dell'equilibratura G 6.3 raggiunto”). Ciò trasforma lo strumento da un semplice strumento di manutenzione a un vero e proprio strumento di controllo qualità adatto alla consegna formale al cliente.

Tabella 3. Riepilogo: Implementazione dei requisiti ISO 1940-1 in Balanset-1A

Requisito ISO 1940-1 Implementazione in Balanset-1A Vantaggio pratico
Determinazione della tolleranza (Cap. 6) Calcolatrice integrata di grado G Calcolo istantaneo senza formule manuali o grafici.
Assegnazione della tolleranza (Cap. 7) Assegnazione automatica in base alla geometria Tiene conto dell'asimmetria e della geometria a sbalzo.
Decomposizione vettoriale (Cap. 4) Diagrammi vettoriali e grafici polari Visualizza gli squilibri; semplifica il posizionamento dei contrappesi correttivi.
Controllo dello squilibrio residuo (Cap. 10) Confronto in tempo reale di Ures vs Uper Valutazione oggettiva “superato/non superato”.
Documentazione Generazione automatica dei report Protocollo pronto all'uso per la documentazione formale della qualità dell'equilibrio.

Conclusione

La norma ISO 1940-1 è uno strumento indispensabile per garantire la qualità delle apparecchiature rotanti. La sua solida base fisica (leggi di similarità, analisi vettoriale) consente di applicare criteri comuni a macchine molto diverse tra loro. Allo stesso tempo, la complessità delle sue disposizioni, in particolare l'assegnazione delle tolleranze, ne ha a lungo limitato l'applicazione esatta in condizioni di campo.

L'avvento di strumenti come Balanset-1A elimina il divario tra la teoria ISO e la pratica della manutenzione. Integrando la logica dello standard in un'interfaccia intuitiva, lo strumento consente al personale addetto alla manutenzione di eseguire il bilanciamento con un livello di qualità di prim'ordine, prolungando la durata delle apparecchiature e riducendo i tassi di guasto. Con tali strumenti, il bilanciamento diventa un processo preciso, ripetibile e completamente documentato, anziché un“”arte" praticata da pochi esperti.


Standard ISO ufficiale

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Nota: Le informazioni fornite sopra costituiscono una panoramica della norma. Per il testo ufficiale completo con tutte le specifiche tecniche, le tabelle dettagliate, le formule e gli allegati, è necessario acquistare la versione completa da ISO.


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