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ISO 17359: Monitoraggio dello stato e diagnostica delle macchine — Linee guida generali

Sensore di vibrazioni

Sensore ottico (tachimetro laser)

Balanset-4

Supporto magnetico Insize-60-kgf

Nastro riflettente

Bilanciatore dinamico "Balanset-1A" OEM

ISO 17359 è lo standard di riferimento generale “ombrello” per l'intero settore delle macchine monitoraggio delle condizioni. Anziché prescrivere una singola tecnica di misurazione, definisce un quadro strategico — una tabella di marcia — per l'istituzione e la gestione di un programma di monitoraggio, dalla fase iniziale di pianificazione fino alla gestione ordinaria e alla revisione. È volutamente indipendente dalla tecnologia: indica come e Perché per definire un programma, per poi fare riferimento alle norme più specifiche che regolano ogni singola tecnologia, come ad esempio ISO 13373-1 per analisi delle vibrazioni, analisi dell'olio per la tribologia e gli infrarossi termografia per le indagini termiche. In breve, la norma ISO 17359 costituisce il punto di partenza che fa da filo conduttore dell'intera disciplina.

1. Il ruolo di uno standard quadro

La maggior parte delle norme sul monitoraggio delle condizioni risponde a domande specifiche: quale sensore, quale intervallo di frequenza, quale tabella di allarme. La norma ISO 17359 risponde invece alla domanda preliminare, più strategica — Come dovrebbe presentarsi il programma nel suo complesso e in che modo le sue parti si integrano tra loro? Fornisce la logica aziendale e ingegneristica che giustifica l'investimento e mantiene l'impegno concentrato sulle macchine che contano.

Due concetti sono alla base dell'intero approccio. Il primo è il rilevamento precoce di un guasto in sviluppo in tempo utile per intervenire: ISO 17359 lo inquadra come tempo di preavviso al guasto — l'intervallo tra il momento in cui un difetto diventa per la prima volta rilevabile e il momento in cui la macchina non è più in grado di svolgere la propria funzione — la stessa idea nota più in generale come intervallo P-F nella manutenzione centrata sull'affidabilità. Lo scopo intero della manutenzione basata sulle condizioni è rilevare il guasto all'interno di tale finestra temporale e intervenire prima che si verifichi il guasto funzionale, trasformando un'interruzione non pianificata in una riparazione pianificata e proattiva. Il secondo concetto è integrazione: i dati provenienti da diverse tecnologie — analisi delle vibrazioni, analisi dell'olio, termografia, analisi della corrente del motore — possono essere combinati per ottenere una diagnosi più attendibile rispetto a quella fornita da un singolo metodo.

2. Il processo ciclico — sei passaggi fondamentali (una visione semplificata)

ISO 17359 definisce il programma come un ciclo continuo in cui l'output della fase finale ritorna alla prima, creando un processo di miglioramento continuo. Il diagramma di flusso della norma stessa (Figura 1, sviluppata nelle Clausole 5–11) è più dettagliato di qualsiasi breve elenco: si apre con un'esplicita analisi costi-benefici, poi procede attraverso un audit delle apparecchiature, un audit di affidabilità e criticità (FMEA/FMECA), la selezione del metodo di monitoraggio e dei criteri di avviso/allarme, misurazione e trend, diagnosi e prognosi, determinazione dell'azione di manutenzione e infine una revisione dell'efficacia del programma. I sei passaggi seguenti sono una condensazione pratica di quel flusso di lavoro più completo — raggruppati per leggibilità, non come conteggio letterale dei passaggi ISO.

Fase 1 — Conoscenza e informazioni sui macchinari (la verifica)

Questo passaggio fondamentale è il nucleo strategico dell'intero programma. Nella norma stessa il lavoro preliminare inizia ancora prima, con un'analisi aziendale costi-benefici che conferma che il monitoraggio vale l'investimento prima che venga scelta qualsiasi tecnologia. Il passaggio impone poi un audit approfondito per identificare quali macchine sono più importanti per l'operatività e meritano quindi il monitoraggio — una criticality e un'analisi dei rischi che classifica le risorse in base alle conseguenze del loro malfunzionamento. Una volta che il macchine critiche una volta individuati, la norma richiede la raccolta di tutte le informazioni pertinenti: specifiche di progettazione, parametri operativi, cronologia della manutenzione e — soprattutto — una Analisi delle modalità e degli effetti dei guasti (FMEA).

L'FMEA è un metodo sistematico per individuare tutte le possibili modalità di guasto di una macchina o dei suoi componenti. Per ogni modalità di guasto — ad esempio «sfaldamento dei cuscinetti» o «albero squilibrio” — il team individua le cause probabili, i sintomi o gli effetti che ne derivano (ad esempio “provoca urti ad alta frequenza” o “causa forti vibrazioni 1X”) e le conseguenze del guasto. Il risultato è un elenco definitivo di modalità di guasto plausibili per ogni macchina critica, e tale elenco guida ogni fase successiva.

Fase 2 — Selezionare la strategia di monitoraggio

Questa fase si basa direttamente sull'analisi FMEA. Per ogni modalità di guasto individuata, il team sceglie la tecnologia più efficace ed economica per rilevarne l'insorgere; non esiste, infatti, una soluzione valida per tutti i casi. Se l'analisi FMEA evidenzia che la modalità di guasto predominante di un riduttore è quella relativa ai denti usura, la strategia potrebbe essere quella dell'analisi delle particelle d'usura analisi dell'olio, in grado di rilevare la presenza di detriti molto prima che la firma vibrazionale cambi. Per l'albero disallineamento, la scelta più ovvia è l'analisi delle vibrazioni, poiché rileva direttamente la caratteristica firma 2X. L'attività consiste nel passare in rassegna tutte le tecnologie di manutenzione su condizione (CBM) disponibili e associarle ai sintomi specifici previsti dalla FMEA, elaborando così un piano mirato ed efficiente.

Fase 3 — Definizione del programma di monitoraggio

Questa è la fase di pianificazione tattica, in cui la strategia definita nella Fase 2 si traduce in un piano d’azione documentato. Essa definisce i punti di misurazione precisi su ciascuna macchina, i parametri esatti da registrare (velocità RMS, accelerazione di picco, temperatura, concentrazione di particelle di usura), la frequenza di raccolta dei dati (mensile per le risorse meno critiche, continua per quelle più critiche) e i limiti iniziali di allarme o avviso. Lo standard propone tre validi metodi per impostare tali limiti iniziali livelli di allarme: tabelle generiche di severità come ISO 10816 / ISO 7919 (ora consolidato come ISO 20816), le raccomandazioni del fornitore dell'apparecchiatura’s, o una variazione percentuale rispetto a una condizione di riferimento sana linea di base lettura. Il risultato è un piano di monitoraggio completo e documentato per ogni macchina.

Fase 4 — Acquisizione dei dati

Questa fase consiste nell'attuazione pratica e sistematica del piano: l'invio di un tecnico o l'utilizzo di un sistema automatizzato per raccogliere i dati specificati a intervalli prestabiliti. Lo standard attribuisce grande importanza alle procedure standardizzate, affinché i dati risultino coerenti e ripetibili da un intervento all'altro. Ciò significa seguire la metodologia dettagliata prevista per la tecnologia scelta — per le vibrazioni, attenersi a ISO 13373-1 — e garantendo che la macchina funzioni ogni volta in condizioni simili (stesso carico e stessa velocità), con ogni registrazione correttamente archiviata e contrassegnata con data, ora, ID della macchina e ID del punto di misurazione, per garantire l'affidabilità di tendenza.

Fase 5 — Analisi dei dati e diagnostica

È qui che i dati grezzi si trasformano in informazioni. Analisi innanzitutto: il nuovo valore rilevato viene confrontato con i limiti di allarme impostati nella Fase 3. Se non si riscontra alcun superamento, la macchina viene dichiarata in buono stato. Se scatta un allarme, si passa alla diagnostica — un'analisi più approfondita da parte di un analista qualificato per individuare la causa principale. Ciò potrebbe comportare lo studio delle frequenze e dei modelli specifici di una vibrazione spettro, oppure analizzando le dimensioni e la forma delle particelle presenti in un campione di olio. La norma raccomanda un approccio sistematico: mettere in relazione il modello osservato con le modalità di guasto catalogate nella FMEA della Fase 1 per giungere a una conclusione specifica e attendibile diagnosi — e, dove i dati lo consentono, una prognosi di quanto a lungo la macchina possa continuare a funzionare in sicurezza prima che il guasto debba essere corretto.

Fase 6 — Decisione e intervento di manutenzione

Il passo finale e decisivo trasforma la diagnosi in azione — anche se «riparare immediatamente» è solo una delle diverse opzioni possibili. La decisione è un giudizio basato sul rischio che tiene conto della gravità del guasto, della criticità del macchinario e delle risorse disponibili. La risposta potrebbe essere semplice come aumentare la frequenza di monitoraggio, pianificata come programmare un intervento specifico (un allineamento, la sostituzione di un cuscinetto) in occasione della prossima fermata, o drastica come raccomandare un intervento immediato spegnimento per prevenire guasti catastrofici. Una volta eseguito il lavoro e verificata l'eliminazione del guasto, il risultato viene reinserito nella storia della macchina (Fase 1), chiudendo il ciclo e migliorando il passaggio successivo. ISO 17359 chiude il ciclo anche a livello di programma: richiede una revisione periodica review che misura l'efficacia dello sforzo di monitoraggio stesso e rivede il caso costi-benefici originario, così che il programma — non solo le macchine — continui a migliorare.

3. Dove si inserisce l'analisi delle vibrazioni — e il Balanset-1A

Sebbene la norma ISO 17359 sia tecnologicamente neutra, le vibrazioni rappresentano di gran lunga il canale di monitoraggio più comune, poiché consentono di rilevare contemporaneamente numerose modalità di guasto — squilibrio, disallineamento, scioltezza, difetti dei cuscinetti e difetti degli ingranaggi lasciano tutte impronte spettrali distintive. La fase 4 del ciclo richiede un metodo portatile e ripetibile per acquisire tali dati sul campo. Uno strumento a due canali come il Balanset-1A riunisce due funzioni in un unico strumento: acquisisce i Spettro FFT e i livelli complessivi di vibrazione necessari per il confronto della Fase 5 con i limiti della norma ISO 20816, e — quando la diagnosi indica squilibrio — esegue la correzione bilanciamento in situ sui cuscinetti della macchina stessa, senza dover inviare il rotore all’esterno. Questa capacità di passare direttamente dalla rilevazione alla correzione è esattamente il tipo di flusso di lavoro efficiente e a ciclo chiuso che lo standard è stato concepito per promuovere.

4. Concetti chiave da ricordare

  • Un quadro strategico, non una ricetta per la misurazione: Lo standard verte sul “come” e sul “perché” della creazione di un programma, fornendo la logica ingegneristica e aziendale alla base del monitoraggio delle condizioni, piuttosto che limitarsi a indicare di “misurare la velocità RMS”.
  • Indipendente dalla tecnologia: lo stesso quadro si applica sia che il programma si basi su analisi delle vibrazioni, analisi dell'olio, termografia a infrarossi, emissione acustica o analisi dei circuiti elettrici.
  • Tempo di anticipo rispetto al guasto: un guasto in sviluppo può essere individuato ben prima del guasto funzionale, consentendo una manutenzione pianificata e proattiva invece di un intervento a guasto avvenuto.
  • Integrazione: la combinazione dei dati provenienti da diverse tecnologie offre un quadro più affidabile e accurato dello stato di salute delle macchine rispetto a quello fornito da un singolo canale.
  • Miglioramento continuo: il ciclo reinserisce gli esiti verificati nella storia della macchina, e la fase di revisione dedicata della norma misura l'efficacia del programma stesso, così che l'attività impari e si affini nel tempo.

5. Il rapporto tra la norma ISO 17359 e le norme correlate

La norma ISO 17359 è il documento di riferimento principale di una serie di documenti ed è particolarmente utile se letta come punto di partenza per consultarli. Essa rimanda a ISO 13373-1 per i dettagli tecnici relativi alla raccolta dei dati sulle vibrazioni, a ISO 13374 per l'architettura di elaborazione e comunicazione dei dati, nonché a standard di severità vibrazionale quali ISO 20816-3 quando sono richiesti limiti di vibrazione assoluti per la valutazione della Fase 5. La competenza del personale è disciplinata separatamente da ISO 18436-2, che definisce le categorie di qualifica degli analisti incaricati di svolgere le fasi 5 e 6. Leggere prima la norma ISO 17359 rende molto più semplice orientarsi nel resto della serie, poiché spiega in che modo ogni norma specifica si inserisce nel ciclo complessivo. Il testo ufficiale completo è pubblicato dall'ISO con il numero di riferimento 71194 ed è acquistabile presso lo store ISO per le organizzazioni che necessitano del testo normativo integrale.


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Categories: GlossarioStandard ISO

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