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Calcolatore dell'apporto termico di saldatura e ISO 4063

Calcola l'apporto termico (kJ/mm), il tempo di raffreddamento t8/5, la raccomandazione di preriscaldamento e l'equivalente di carbonio. Include il riferimento di processo ISO 4063.

ISO 4063 EN 1011-1 Apporto termico kJ/mm
Preimpostazioni rapide

Risultati

Apporto termico Q
—
Efficienza termica η
—
Energia dell'arco (senza η)
—
Tempo di raffreddamento t8/5 (stimato)
—
Equivalente di carbonio CE
—
Raccomandazione di preriscaldamento
—
Valutazione della saldabilità
—
Processo ISO 4063
—

Calcolo dell'apporto termico (EN 1011-1)

L'apporto termico è l'energia erogata per unità di lunghezza della saldatura:

  • η — fattore di efficienza termica (dipendente dal processo)
  • V — tensione dell'arco (volt)
  • I — corrente di saldatura (ampere)
  • S — velocità di traslazione (mm/min)

Fattori di efficienza termica

ISO 4063 n.Processoη (EN 1011-1)
121SAW (arco sommerso)1.0
111SMAW (elettrodo rivestito / MMA)0.8
131MIG (gas inerte)0.8
135MAG (gas attivo)0.8
136FCAW (filo animato)0.8
141TIG / GTAW0.6

Stima del tempo di raffreddamento t8/5

Il tempo di raffreddamento da 800 °C a 500 °C determina la microstruttura risultante. Modello 2D Rosenthal semplificato per piastre spesse:

Carbonio equivalente e preriscaldamento

La formula del carbonio equivalente IIW prevede la saldabilità e le esigenze di preriscaldamento:

Esempio pratico

Esempio: saldatura MAG di una piastra S355 da 20 mm

Dato: Processo 135 (η=0,8), V=28V, I=250A, S=300 mm/min, CE=0,42

Energia dell'arco = (28 × 250 × 60) / (300 × 1000) = 1,40 kJ/mm

Apporto termico Q = 0,8 × 1,40 = 1,12 kJ/mm

CE = 0,42 → Saldabilità discreta, preriscaldamento 100–150 °C raccomandato

⚠️ Nota: La stima t8/5 è semplificata. Il raffreddamento effettivo dipende dalla geometria del giunto, dal preriscaldamento, dalla temperatura di interpass e dalle condizioni ambientali. Consultare la norma EN 1011-2 per applicazioni critiche.

#ProcessoDescrizioneη
111SMAWArco metallico schermato (stick/MMA)0.8
114FCAW-SFilo animato autoprotetto0.8
121SAWSaldatura ad arco sommerso1.0
131MIGGas inerte metallico (Ar) — alluminio, SS0.8
135MAGGas attivo metallico (CO₂/Ar+CO₂) — acciaio al carbonio0.8
136FCAW-GFlux-core + gas attivo0.8
137FCAW-GFilo animato + gas inerte0.8
138MCAWFilo animato in metallo + gas attivo0.8
141TIGGas inerte di tungsteno (GTAW)0.6
15PlasmaSaldatura ad arco al plasma0.6
311OAWSaldatura ossiacetilenica0.45
42AttritoSaldatura a frizione—
52LaserSaldatura a raggio laser0.9

L'apporto termico specifico è Q = (η × V × I × 60) / (S × 1000) in kJ/mm. Esso governa la velocità di raffreddamento, che determina la microstruttura del cordone, la durezza, la tenacità e l'ampiezza della ZTA (HAZ).

Troppo elevato → ingrossamento del grano, riduzione della tenacità, distorsione eccessiva. Troppo basso → mancanze di fusione, rischio di cricche a freddo da idrogeno.

Secondo la EN 1011-1: SAW = 1.0, SMAW/MIG/MAG/FCAW = 0.8, TIG = 0.6. Il processo ad arco sommerso (SAW) ha il valore più alto perché la coltre di flusso trattiene quasi tutto il calore. Il processo TIG disperde più calore per irraggiamento dall'arco esposto.

t8/5 è il tempo impiegato dalla ZTA per raffreddarsi da 800°C a 500°C. Questo intervallo di temperatura è critico per le trasformazioni di fase negli acciai al carbonio. t8/5 breve (< 5s) → formazione di martensite. t8/5 lungo (> 25s) → microstruttura tenera ma potenzialmente fragile.

Formula IIW: CE = C + Mn/6 + (Cr+Mo+V)/5 + (Ni+Cu)/15. Inserire il valore ricavato dal certificato di collaudo del materiale oppure utilizzare il calcolatore delle equivalenze degli acciai per stimarlo dal grado.

Il preriscaldo è necessario quando CE > 0.35, lo spessore della lamiera è > 25 mm o il tenore di idrogeno è elevato. Rallenta il raffreddamento per prevenire le cricche da idrogeno e la formazione di martensite. Intervallo tipico: 75–250°C a seconda del CE e dello spessore.

Le procedure descritte in questa pagina sono state sviluppate e collaudate sul campo dal team Vibromera utilizzando il Balanset-1A, un bilanciatore portatile a due canali e analizzatore di vibrazioni per l'equilibratura dei rotori in loco.

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Nikolai Shelkovenko

Nikolai Shelkovenko

Nikolai Shelkovenko è ingegnere di analisi delle vibrazioni nonché fondatore e amministratore delegato di Vibromera. Da più di 15 anni bilancia macchine rotanti sul campo anziché al banco di prova: pacciamatrici, ventilatori industriali, frantoi, centrifughe, alberi e mandrini. È da questo lavoro che sono nati gli strumenti Balanset — sono stati progettati come uno strumento che il tecnico può portare fino alla macchina e usare da solo, in loco, e non come apparecchiatura da laboratorio. Vibromera è stata fondata nel 2017 e dal 2023 ha sede a Porto, in Portogallo. Qui avvengono lo sviluppo, l'assemblaggio e l'assistenza della linea Balanset. Lo strumento di punta è il Balanset-1A, un analizzatore portatile per il bilanciamento su uno e due piani e per la diagnostica delle vibrazioni. Nikolai segue personalmente l'assistenza ai clienti, la risoluzione dei casi di bilanciamento più difficili e lo sviluppo del software. Lavora con clienti in tutto il mondo, in qualsiasi lingua.

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